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Le filastrocche della befana

 

 

La befana quatta quatta
ha una scarpa e una ciabatta,
con la scopa vola in alto
sopra i tetti e poi fa un salto,
viene giù per i camini
per la gioia dei bambini,
mette i dolci a quelli buoni
dentro calze e calzettoni.
A cavallo della scopa
Asia Africa ed Europa
poi riparte in tutta fretta
in America è diretta.
Io penso francamente
che non sia strana per niente
la befana è molto chiara
da oggi prende l'aeroplano!

Poesia di Nicol (quasi 4 anni) di Mara di Vicenza

 

 

FILASTROCCA DELLA BEFANA

 

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte...
Vien dal cielo con la scopa
e sui tetti pian si posa,
e poi scende lesta lesta
dai camini con la cesta.
 
La befana è vecchietta
un pò brutta poveretta,
ma ai bambini poco importa
se la cesta è colma colma
tutta piena di regali, dolci, treni,
bamboline per riempire le calzine.
 
La befana con la cesta
cerca, cerca la calzetta
e soltanto ai bimbi buoni
lei ci mette tanti doni
ma a chi è stata un pò birbone,
lei la colma di con carbone.
 
La befana è gia sul tetto
presto bimbi tutti a letto!
Lasciam sola la vecchietta
a riempire la calzetta,
che doman di buon mattino
scopriremo il regalino!
 
Poesia di Nicola e Jenny di Barbara di Correggio (RE)

 

 

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte...
 
con il cappello e la sottana
viene viene la benafa
 
e lascia un dono sul camino
quando fa un bell'inchino
 
Poesia di Nicola e Jenny di Barbara di Correggio (RE)

 

La storia della befana

 

Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni:quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.

"La Befana ha portato un po’ di carbone perché siete stati un po’ cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l’apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.

 

 

 

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